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Poste italiane: fidarsi è bene non fidarsi….è meglio

Molti risparmiatori non sanno che a fine luglio, le Poste sono state multate dalla Consob per gravi violazioni della normativa di settore, ovvero violazione del dovere di diligenza, correttezza e trasparenza. Per chi vuole approfondire può leggere direttamente la delibera Consob n. 19283 che può facilmente reperire in internet. La Consob ha accertato che Poste Italiane S.p.A.

ha compiuto scelte strategiche, riflesse nei documenti riguardanti la pianificazione commerciale ed i sistemi di incentivazione, tali da orientare, in assenza di adeguata valorizzazione degli effettivi bisogni della clientela, la propria attività di commercializzazione su specifici prodotti o categorie di prodotti (prevalentemente caratterizzati da elevate commissioni up-front)". Non solo, alle Poste, come nelle banche, è sempre alto il rischio che ci facciano disinvestire prodotti in portafoglio per venderne di nuovi col ricavato: "Il ricorso a disinvestimenti anticipati della clientela, anche di carattere massivo per il tramite di OPA buyback, strumentali alla utilizzazione delle risorse da essi rivenienti per l'acquisto di altri prodotti 'a budget' in collocamento, determinando così un 'effetto sostituzione' degli strumenti finanziari collocati presso gli investitori (switch), senza che si tenesse conto delle esigenze degli investitori". In pratica, alle Poste fanno quello che fanno sempre tutte le banche, ovvero privilegiare i propri interessi rispetto a quelli dei clienti. Convincere i clienti a fare investimenti che convengono più all'intermediario che non al cliente. Questo è quello che avviene nella quasi totalità dei casi. Naturalmente questo è possibile sempre grazie alla fiducia che il risparmiatore continua ancora a riporre nell’intermediario che ha di fronte, non avendo ancora colto dopo più di vent’anni dalla privatizzazione delle banche, la portata ed il pericolo del conflitto di interessi. Ricordiamoci che le Poste come le banche perseguono la logica del profitto e la nuova gestione ha previsto un incremento degli utili provenienti dalla vendita di prodotti finanziari. E’ evidente che ciò può essere realizzato esclusivamente continuando con politiche commerciali contrarie allo spirito della norma attuale che prevede che l'intermediario debba anteporre l'interesse del cliente al proprio.

Attenzione allora quando ci vengono proposte soluzioni di investimento, impariamo a prenderci il tempo necessario per leggere e approfondire e se non ci viene data la possibilità di leggere con calma la documentazione lasciamo perdere o in ogni caso cerchiamo di farci aiutare da un professionista privo di conflitti di interessi che possa fornirci un parere disinteressato. Potete trovare dei consulenti finanziari indipendenti sul sito della Nafop.